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Concorso Dsga, un Paperone per Torino

Il presidente della Commissione giudicante è Antonio Traficante, ex dirigente dell’Inail. Ha rilevato il ruolo dalla dimissionaria Rosaria Pagano, “impugnata” al Tar per un altro concorso. Resta forte la diversità di comportamento rispetto alla commissione campana, guidata invece da un’avvocata dello Stato

Iniziamo con una rettifica: nell’articolo pubblicato da L’IndYgesto lo scorso 3 maggio, intitolato Concorso Dsga, le stranezze dopo le polemiche (leggi qui), abbiamo affermato erroneamente che l’attuale presidente della commissione giudicatrice del Piemonte è Rosaria Pagano, dirigente in quiescenza del Miur.

In realtà, in questo ruolo c’è stato un avvicendamento, in seguito al quale l’incarico di presidente è ricoperto ora da Antonio Traficante, dirigente in quiescenza dell’Inail.

Ci scusiamo dell’errore con la dottoressa Pagano e con i lettori.

Tuttavia, non solo restano le perplessità espresse nell’articolo precedente, ma emergono altri spunti di riflessione, dovuti innanzitutto alle modalità dell’avvicendamento.

Infatti, si apprende dal decreto con cui il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha conferito l’incarico a Traficante, della «motivata rinuncia all’incarico della dott.ssa Rosaria Pagano».

Ovviamente, anche per sacrosante ragioni di privacy, non è possibile conoscere quali siano i motivi delle dimissioni della Pagano.

Val la pena, tuttavia, di soffermarsi sulle date: il decreto, firmato dal direttore Fabrizio Manca, risale al 2 ottobre 2019. Da questo momento in poi (e a circa un mese dalle prove scritte del concorso pezr Dsga) la ex dirigente del Miur, nominata il 29 maggio 2019, lascia l’incarico.

Il 15 ottobre 2019, il giornale online romano La Notizia pubblica un articolo dal titolo chilometrico: Conflitto di interessi. Al ministero dell’istruzione la selezione finisce al Tar. Due commissari avevano già lavorato con alcuni candidati poi risultati vincitori dell’incarico dirigenziale (leggi qui).

Il pezzo, a firma di Carmine Gazzanni, fa parte di un’inchiesta dedicata al concorso per cinque posti di dirigente amministrativo di seconda fascia del Ministero dell’Istruzione, svoltosi a maggio 2019, quasi in concomitanza di quello per Dsga.

In particolare, Gazzanni si sofferma sul ricorso al Tar operato dai concorrenti sconfitti. E, tra i motivi del ricorso, spicca quello relativo a Rosaria Pagano, che era commissaria in questo concorso. Secondo i ricorrenti, la Pagano non poteva ricoprire il ruolo di commissaria perché andata in pensione come dirigente di seconda fascia, laddove il decreto di nomina della commissione giudicante richiedeva il ruolo di direttore generale, cioè di dirigente di prima fascia.

Se si spulcia in rete, invece, emerge un curriculum dettagliatissimo in cui la Pagano risulta dirigente di prima fascia.

Chi ha ragione? Il curriculum o i ricorrenti? Difficile rispondere, perché, a quanto risulta, il Tar non si è ancora pronunciato. Resta, comunque, il fatto che l’articolo di Gazzanni non ha ricevuto smentite (o, peggio, querele) in alcun punto.

Restano le coincidenze cronologiche: la Pagano veniva nominata presidente di commissione in Piemonte mentre ancora era commissaria a Roma e si dimette dall’incarico di presidente a Torino in concomitanza con l’impugnativa laziale.

Una coincidenza, ripetiamo. Ma forse più che coincidente.

Veniamo a Traficante. A differenza di quello della sua predecessora, il suo curriculum risulta piuttosto scarno: si apprende che è laureato in Scienze politiche e ha svolto una carriera di funzionario direttivo dell’Inps dal 1977 al 2000.

Da quest’anno in poi, passa all’Inail, dove termina come direttore regionale per la Lombardia lo scorso agosto.

È autore, inoltre, di varie monografie sulla previdenza e scrive di tanto in tanto per il Sole 24Ore.

Qualche dettaglio in più su di lui emerge da un articolo di Claudia Marin pubblicato dal giornale online Quotidiano.net il 10 marzo 2017 e intitolato: Inail, ecco i mega stipendi dei dirigenti Paperoni (leggi qui).

Nell’articolo, scritto quando ancora Traficante era in attività, si riporta la retribuzione ricevuta dal Nostro nel 2016: 216.410,53 euro.

È solo una curiosità, ci mancherebbe.

Ma la sua nomina a presidente della commissione giudicante del Piemonte conferma tutte le nostre perplessità.

Intendiamoci: parliamo di perplessità di fatto, non di diritto, perché Traficante possiede i requisiti previsti dal comma 3 dell’articolo 8 del decreto direttorale 2015 del 2018, secondo il quale «Il presidente è scelto tra i consiglieri di Stato, o tra i magistrati o avvocati dello Stato di corrispondente qualifica, o tra i dirigenti generali od equiparati».

La critica si appunta su un aspetto di opportunità: i Dsga, infatti, sono operatori giuridici che redigono atti giuridici di una certa importanza, tra cui i bilanci e i contratti. E non a caso le prove preselettive del concorso erano piene di quesiti di natura giuridica e la prima prova scritta era composta da quesiti di natura giuridica. Possibile che la commissione non contenga un giurista?

A voler proprio cercare il diavolo nei dettagli, si potrebbe dire che la differenza tra un magistrato, un avvocato dello Stato, un consigliere di Stato e un alto funzionario amministrativo, sta nel rapporto coi sindacati, che è, a livello formale, di assoluta indipendenza nei primi tre casi. Di sicuro sarà anche indipendente Traficante, a prescindere dal suo ruolo professionale (direttore generale di un ente previdenziale), che comporta comunque un rapporto stretto coi sindacati.

Ancora, nella stessa commissione figurano la dirigente scolastica Gabriella Comizzini, laureata in Pedagogia,e la Dsga Alessandra Mantegna, laureata in Scienze dell’amministrazione,

Dulcis in fundo, la funzionaria dell’Usr piemonese Elisabetta Selleri, che svolge il ruolo di segretaria.

Nulla di illegale o illegittimo in questo organigramma, selezionato sulla base delle prescrizioni del decreto 2015.

Tuttavia, il paragone con la Campania resta fortissimo: la commissione giudicante terrona non solo è presieduta da un’avvocata dello Stato, Luciana Tesauro, ma contempla anche una presidente supplente, Eliana Riggio, anch’essa avvocata dello Stato. Una doppia presenza che renderebbe inutile una seconda nomina.

La differenza tra le due commissioni non è solo nella composizione, ma anche nei risultati: in Campania sono passati alla prova scritta il novanta per cento dei candidati, in Piemonte meno del cinquanta per cento.

Più bravi i concorrenti piemontesi? Proprio no: questo concorso è pienissimo di meridionali.

Di sicuro sono meridionali quasi tutti i candidati che hanno svolto le prove a Napoli. E di sicuro sono moltissimi i candidati meridionali in Piemonte. E, almeno sulla carta, è più qualificato un avvocato dello Stato a valutare delle prove di natura giuridica che non un direttore generale di un ente previdenziale.

Questa disparità dipende essenzialmente dalla strana struttura del concorso: formalmente nazionale ma sostanzialmente regionale, in cui gli Usr hanno pesato molto più del Ministero.

Un concorso accidentato e accompagnato da polemiche feroci, dovute essenzialmente dalla difesa a oltranza dei Dsga facenti funzioni praticata dai sindacati e dall’eccessivo coinvolgimento della politica, tipico comunque di tutto ciò che ha a che fare col mondo della scuola.

Paese che vai usanze che trovi.

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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