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Coronavirus, un e commerce solidale dalla Calabria

L’iniziativa originale dei volontari di Sade Future Lab: mettere in rete con un unico portale tutti i piccoli esercenti di Sant’Agata d’Esaro per consentire l’acquisto a distanza e la consegna a domicilio. Una soluzione intelligente per aggirare la pandemia, che potrebbe essere utile anche in futuro…

Le crisi possono avere due aspetti: quello negativo della catastrofe, a cui si può solo resistere, e quello, forse non del tutto positivo ma comunque meno spaventoso, della sfida.

In questo caso, si può fare davvero di più: adattarsi o, come usa dire, essere resilienti.

C’è un aspetto della pandemia di cui non si è del tutto consapevoli: il Coronavirus non si è limitato a fermare l’economia reale, che sopravvive poco e in maniera funzionale all’emergenza. Ha creato un criterio di selezione, per cui sopravvivranno quelle attività che si sono (finalmente) attrezzate nel digitale. Le altre, cessato il virus, vivacchieranno o spariranno.

Sant’Agata d’Esaro

Ma tra chi si è attrezzato per tempo (e magari aveva già il suo servizio di e commerce) e chi non l’ha fatto per l’atavico conservatorismo italico, c’è una fascia piuttosto consistente di attività non in grado di legarsi alla rete, vuoi per le dimensioni troppo piccole, vuoi per la tipologia di servizi, vuoi per la nicchia territoriale, che ha creato dei monopoli che rendevano irrilevante l’uso del web.

Questa economia di piccoli numeri, costituita da commercianti al dettaglio rischia di scomparire per incompatibilità strutturale all’e commerce, di cui può dotarsi magari un centro commerciale o un supermarket di medie dimensioni ma che per loro sarebbe oneroso.

Tuttavia, il modo di superare il cleavage c’è. E lo stanno sperimentando con successo in Calabria i commercianti di Sant’Agata d’Esaro, un borgo piccolo e suggestivo nell’entroterra dell’alto Tirreno cosentino, con un metodo che potrebbe diventare il classico case study per apprendisti stregoni dell’economia digitale.

Dunque, piccolo il paese, circa 1.800 residenti all’anagrafe (ma di sicuro quelli effettivi sono di meno), piccole le attività e tutte costrette allo scartamento ridotto dalla pandemia e a cui le modeste dimensioni del bacino commerciale hanno consentito di fare a meno dei servizi digitali e delle consegne a distanza.

La loro risposta è stata originale ed efficace: hanno implementato elementi di terzo settore nella loro attività.

Detto altrimenti, si sono avvalsi dell’iniziativa dei volontari dell’associazione Sade Future Lab, costituita da giovani professionisti e studenti del posto.

Solo il nome dialettale tradisce l’appartenenza geografica dell’iniziativa, che potrebbe essere implementata ovunque coi medesimi risultati: Ajungim ’a spisa, portami la spesa.

Il progetto funziona più o meno così: sul portale dell’associazione sono inseriti gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa. A ciascuno di essi è dedicato un mini e commerce che include una selezione di prodotti con i relativi prezzi, più recapito.

Il cliente potenziale ha due opzioni: telefonare direttamente al commerciante o ordinare attraverso la piattaforma. In entrambi i casi, e con una spesa minima di otto euro, i prodotti sono recapitati a domicilio in breve (il tempo medio di consegna è di circa mezz’ora).

Il servizio, al momento, non costa nulla, né all’utente né all’esercente, visto che si svolge su base volontaria.

«Speriamo che sia solo l’inizio», ha commentato Andrea Nocito, il presidente dell’associazione.

Già: l’aspetto solidaristico dell’iniziativa, che ora si rivolge a tutti, potrebbe continuare domani (che speriamo il più immediato possibile) nei confronti di anziani o soggetti con problemi di mobilità. E nulla esclude che iniziative di questo tipo, per il momento completamente volontarie, possano creare in seguito piccole economie attraverso l’uso intelligente delle risorse destinate al terzo settore.

Un piccolo, importante, pionierismo che fa capire come, per rispondere alle sfide, non servono necessariamente grandi mezzi, ma bastino l’inventiva e, perché no?, quel pizzico di coraggio e di creatività che può manifestarsi ovunque.

Per saperne di più:

Vai al sito web di Sade Future Lab

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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