Most read

Due geni per una mostra, Cioni e Carpi a confronto

Le opere dei due grandi artisti sono esposte a Lucca a cura della Fondazione Ragghianti

Nel cuore di Lucca, per la precisione nel Complesso monumentale di San Micheletto è stata inaugurata una mostra molto particolare e interessante in cui sono messi a confronto due grandi maestri: Cioni Carpi e Gianni Melotti.

La rassegna è stata organizzata dalla Fondazione Ragghianti, impegnata da sempre nella promozione della ricerca artistica.

Lo scopo dell’iniziativa è far conoscere le opere di due geni che hanno operato in due città diverse: Carpi a Milano, Melotti a Firenze. 

Una “Foto Fluida” di Gianni Melotti

Il confronto tra queste due personalità non è casuale: proprio attraverso le loro differenze, gli organizzatori vogliono far apprezzare i gusti estetici di rinnovamento e la capacità di sperimentazione cinematografica, ambito nel quale Cioni Carpi è stato un’eccellenza. Si pensi ai numerosi film d’artista da lui prodotti dal 1959 al 1980, attualmente conservati negli archivi del MoMA di New York.

Angela Madesani, la curatrice delle opere di Carpi ha scelto di esporre quelle più significative e rappresentative della sua vita artistica del maestro.

Nel vedere le opere si capisce subito che egli è stato attratto dal teatro. Infatti, la sua prima scenografia è costituita da un filmato per L’istruttoria di Peter Weiss, rappresentata al Piccolo di Milano nel 1966 e girato nel campo di concentramento in cui era stato ucciso il fratello Paolo.

Carpi, tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta, ha collaborato con alcuni compositori, fra i quali Angelo Paccagnini, Giacomo Manzoni e Bruno Maderna, per i quali ha realizzato filmati e proiezioni in occasione della messa in scena delle loro opere.

Un’opera di Cioni Carpi

Egli ha saputo lavorare contemporaneamente con diversi mezzi espressivi fra cui la fotografia, le installazioni, le proiezioni di luce, il video. Ha fatto parte della corrente artistica Narrative Art e ha partecipato nel 1980 alla storica Biennale di Venezia.

Il percorso espositivo è completato dalle opere dell’artista fiorentino Gianni Melotti (Firenze 1953),di cui è possibile ammirare le realizzazioni emblematiche: 9,30/10,30, opera d’esordio del 1975; Giallo (1979), installazione site-specific con fotografie e testi ambientata in un parcheggio genovese; Gli angoli della Biennale (1976), serie di fotografie dedicate a Pier Luigi Tazzi riferite ai Corners Portraits di Irving Penn; Come as you are/Jacket and necktie (1981), fotografie e film Super 8 in loop sul tema del rapporto di coppia; la dia-proiezione di Uovo fritto (1980) per la piazza fiorentina di Santo Spirito; Ritratti nella rete (1982), serie di polaroid che Melotti scattò agli amici mascherati con una calza a rete, in cui si teorizza il network come arte prima dell’avvento del pc; la serie di cinque videografie Foto fluida (1983); Pelle/Pellicola (1987-1989), tre lavori in silicone trasparente, sul rapporto tra opera e cornice. La mostra di Melotti è curata da Paolo Emilio Antognoli e si pone come obiettivo quello di far conoscere la ricerca di un linguaggio artistico concettuale singolare.

Accompagnano le mostre due cataloghi editi da Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’arte.

 28,004 total views,  8 views today

Comments

Be the first to comment on this article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Go to TOP