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E Frankenstein risorge nel profondo Sud

L’anteprima di Doctor Frankenstein, una pièce teatrale di Francesco Aiello e Fabrizio Pugliese. Una nuova lettura del dramma di Mary Shelley

Il 9 ottobre alle 21 va in scena l’anteprima della Doctor Frankenstein al Palacultura di Rende.

La pièce è scritta, diretta e interpretata da Francesco Aiello e Fabrizio Pugliese sulla drammaturgia di Francesco Niccolini. 

Francesco Aiello (foto di Andrea Belcastro)

Una nuova produzione per Teatro Rossosimona, frutto della collaborazione tra la compagnia fondata e diretta dall’attore e regista Lindo Nudo e gli artisti calabresi.

E c’è da dire che Francesco Aiello vanta a sua volta una partnership di lungo corso con Rossosimona.

L’artista cosentino ha iniziato il suo percorso artistico all’Università della Calabria nelle compagnie Libero Teatro, diretta da Max Mazzotta, e, appunto, Teatro Rossosimona, per poi proseguire coniugando l’attività di interprete a quella di autore e regista.

Fabrizio Pugliese, attore, regista e arte-terapeuta cosentino trapiantato in Puglia, ha collaborato fino al 2012 con Teatro Koreja lavorando con bambini, insegnanti e diversamente abili. Ora continua la sua attività di ricerca all’interno di Ura Teatro insieme a Fabrizio Saccomanno.

Fabrizio Pugliese

«Lo spettacolo», si legge nelle note di regia, «è focalizzato sul rapporto tra i due personaggi, il dottore-creatore e il mostro-creatura e concentra l’azione nel momento in cui la creatura prende coscienza della sua alterità, dell’anomalia di essere generato oltre natura, in modo artificiale, senza storia, senza memoria, solo con una serie di desideri urgenti e forse irrealizzabili. La scena è una stanza-laboratorio in cui si intravedono i precedenti esperimenti del Doctor: creature imperfette, inanimate, manufatti inutili; un luogo dove si intuisce l’irrefrenabile voglia di lasciare qualcosa ai posteri, di registrare l’accaduto, di documentare l’evento della creazione, anche se innaturale e mostruoso. È nello scontro fra queste due figure, fra queste due umanità malate, che si dipana l’azione drammatica, senza rinunciare a momenti di distaccata ironia, attimi di folle lucidità dei personaggi, spazi narrativi in cui porre domande e questioni etiche alte. Questioni che sfuggono al controllo dei personaggi stessi, domande da porre con un sorriso, ma col rischio continuo di provare vertigini infinite».

Per garantire il rispetto delle norme di prevenzione e contenimento del Coronavirus è necessario prenotare al 392 394 6821. È inoltre obbligatorio l’uso della mascherina.

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