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Referendum 2020, il Pd in fibrillazione, Conte minimizza

Tra i maggiori dissenzienti, Romano Prodi, Arturo Parisi e Rosy Bindi. Il premier: la maggioranza dei parlamentari resta per il sì

Dopo la dichiarazione ufficiale del Pd, si chiude il cerchio delle posizioni dei vari partiti. L’appuntamento elettorale del 20 e 21 settembre sembra vedere schierate per il sì o per la libertà di voto quasi tutte le forze politiche.

In casa Dem, riecheggiano però discussioni e no pesanti, come quelli di Romano Prodi, Arturo Parisi, Rosy Bindi, e del commissario europeo Paolo Gentiloni.

Ciò, tuttavia, «non agita la maggioranza sul referendum», dice il premier Giuseppe Conte. E aggiunge: «La decisione di votare sì è stata presa dai parlamentari in grandissimo numero, nonostante siano del tutto normali divergenze interne».

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