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La mia America, il libro postumo di Gillo Dorfles

Il grande critico e artista triestino racconta in trenta, avvincenti capitoli il suo viaggio negli Usa subito dopo la Seconda guerra mondiale

La mia America è l’ultimo libro di Gillo Dorfles, neurologo, docente di Estetica, artista e critico d’arte, tra i primi critici a recarsi in America all’indomani della Seconda guerra mondiale. Artista sempre creativo fino agli ultimi anni della sua vita, si è spento il 2 marzo del 2018.

Il libro, curato da Luigi Sansone ed edito da Skira, è stato presentato a Roma poco tempo dopo la sua scomparsa a Milano all’età di 107 anni.

La copertina de La mia America

Ho conosciuto e intervistato Dorfles, qualche anno fa, sempre nella Capitale, durante la sua grande mostra antologica al Macro. Personalità allegra e ottimista, ironico, sempre rispettoso verso tutti i suoi colleghi, teneva molto a sottolineare questo aspetto del suo carattere.

Le pagine del volume sono un tuffo nel passato: quando in Italia dopo il conflitto si respirava un clima culturale povero o assente, in America invece aumentavano gli artisti e la passione per la Storia dell’Arte.

Gillo Dorfles assieme a Carmelita Brunetti

Il testo è scritto in maniera tale da presentare al lettore con molta semplicità, come se fosse un romanzo, tutte le relazioni e gli scritti che l’autore ha realizzato a partire dagli anni ’50. Dopo una esaustiva prefazione, scritta appunto da Luigi Sansone, si affrontano quasi trenta capitoli dedicati ai suoi rapporti amicali e professionali con i teorici americani come Rudolf Arnheim, con gli artisti, Mark Rothko o Pollock che incontra «barcollante per le consuete libagioni e reduce dal vernissage d’una mirabile mostra…» nello studio di Cavallon. Nell’ultima parte del libro descrive la conoscenza della intraprendente e ormai non più giovane gallerista Ileana Sonnabend che ha saputo spingere il suo interesse verso gli italiani Cucchi e Paladino. In sintesi il libro racchiude un importante testimonianza di come si respirava l’arte a partire dagli anni Cinquanta in America e come pian piano anche in Italia si è aperto l’orizzonte verso le nuove sperimentazioni artistiche.

Leggere queste pagine è come fare un viaggio negli Stati Uniti, e come per tutti i viaggi, una volta tornati a casa si ha il cuore e gli occhi pieni di ricordi ed immagini suggestive, così il nostro autore grazie alla pubblicazione di questo volume ci fa conoscere meglio la sua la vita di un grande studioso, e ci permette anche di entrare nel vivo delle dinamiche artistiche e culturali della storia dell’arte contemporanea a partire dalla metà del Ventesimo secolo ad oggi.

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