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Le trappole dell’attualità-Parte prima

Il bombardamento continuo di notizie non produce informazione ma il suo esatto contrario: la disinformazione attraverso l’impatto emotivo che inibisce il ragionamento e disincentiva ad approfondire

Nella rincorsa all’aggiornamento non stop si nasconde uno dei trucchi fondamentali della manipolazione. Quello di innescare reazioni immediate e a getto continuo, in modo da allontanare dalle analisi davvero approfondite. E, ancora di più, dalla consapevolezza di quanto sia necessario studiare e riflettere, prima di reagire.

Come spesso accade, in questo genere di dinamiche, il raggiro non si fonda su un singolo elemento, ma ne combina insieme diversi. Alcuni dei quali fanno da sfondo permanente, mentre altri si rinnovano di momento in momento.

I fattori fissi sono essenzialmente due. Il primo è aver radicato nell’immaginario collettivo il mito dell’informazione in tempo reale, che enfatizza l’ultimo dettaglio a scapito della visione d’insieme e di ciò che va al di là delle turbolenze evidenti (evidenti ed esibite).

Il secondo è che per lo più si amplificano le dichiarazioni di questo o quel personaggio, in una sorta di talk show a distanza. Obiettivo: alimentare le percezioni positive o negative che il lettore-spettatore di turno ha avuto in passato nei confronti del Tizio o del Caio. E che ormai ha assimilato in maniera schematica, e automatica. Detto in maniera spiccia, le precedenti simpatie o antipatie.

La chiave, dunque, è soffiare sul fuoco dell’emotività. Inducendo nella stragrande maggioranza del pubblico la sensazione – la convinzione – di essere ben vivi e attenti e partecipi solo perché ci si incazza contro i soliti avversari, o perché viceversa ci si entusiasma per i propri beniamini.

Per ora ci fermiamo qui. A breve qualche esempio specifico. 

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