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Mirkoeilcane in concerto contro le ‘ndrine

L’artista romano si esibisce nella quarta serata di La musica può, lo showcase di Musica contro le mafie 2019

Protagonista della quarta serata del festival cosentino Musica contro le mafie 2019, l’artista romano Mirco Mancini, noto ai più col nome d’arte Mirkoeilcane, che si è esibito nello showcase La musica può.

Mirko Mancini, alias Mirkoeilcane in concerto

Mancini ha inizia la sua carriera componendo colonne sonore, sigle e spot pubblicitari. Nel 2015 ha intrapreso l’attività cantautorale con l’omonimo album Mirkoeilcane.

Ha partecipato nel 2018 alla 68ª edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove proposte con il brano Stiamo tutti bene. Si è classificato al secondo posto, ottenendo vari premi.

Sempre nel 2018 ha pubblicato Secondo me, il suo secondo album.

Mancini condisce immagini quotidiane con una forte ironia.

Tra i vari brani eseguiti nello showcase si fa notare Stiamo tutti bene, in cui il cantautore romano racconta con disillusione la realtà dei migranti, vista attraverso gli occhi di Mario, il bambino protagonista del pezzo:

«E c’è un silenzio tutto intorno che mi mette paura S’è fatta notte, ho freddo e in cielo non c’è neanche la luna./ Gente grida, chiede aiuto./Ma nessuno risponde. Mi guardo intorno/ e neanche a dirlo vedo sempre e solo onde».

Nel romanesco scanzonato di So’ cantautore Mirko illustra la sua natura di artista. E soprattutto racconta le difficoltà a farsi comprendere da un pubblico distratto e poco incline a pensare:

«So’ cantautore, uno dei tanti./Uno de quelli che alla radio nun lo senti./Troppe parole e pochi mi piace. Fallo ’n sorriso, pari cristo sulla croce./Che qui la gente vole fa festa. Sai che glie frega poi del mondo che c’ha in testa./Nun date retta ai cantautori, gente frustrata che t’appeso alle canzoni./Voi state bene lì dove state, ve meritate er tormentone dell’estate».

Un momento del concerto di Mirkoeilcane

La critica alla superficialità ritorna in L’amore ai tempi dei social. Stavolta nel mirino sono i rapporti sentimentali, consumati con inutile velocità e vissuti a seconda delle convenienze:

«Se ne riparla a Settembre./Poi giugno e l’estate alle porte,/rendevano forte la mia convinzione/che tutto l’amore del mondo tra luglio ed agosto va in ferie./Le presi le mani e le dissi: “Dai, amore è importante, per questi due mesi fai finta di niente che poi, casomai se ne riparla a settembre”./Ma pure a ottobre».

Per fortuna racconta con la consueta ironia l’isolamento provocato della dipendenza tecnologica: «Mi sveglio e non vado a lavoro./Ho preso riposo./Perché oggi ho comprato un telefono nuovo».

Un’esibizione nel segno del cantautorato più puro. Una scrittura raffinata e attenta. Musica slow, pensata per ascoltatori che vogliono pensare.

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