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Jennifer Gentle, punk e vintage per spaccare il palco

La storica band padovana, tornata a incidere dopo nove anni di silenzio, si esibisce al Mood di Rende. Il racconto di un concerto forte ed emozionante

Il 2019 del Mood di Rende termina col live show di una delle punk rock band più significative nello scenario italiano di respiro internazionale.

Protagonisti della serata, realizzata grazie al supporto di Be Alternative & Keep it Real Movement, i Jennifer Gentle. A fine concerto la pista si colora delle note del Lemon Dj Set realizzato da Fabio Nirta.

I Jennifer Gentle in concerto

Jennifer Gentle è un progetto nato a Padova nel 1999 da un’idea di Marco Fasolo, insieme ad Alessio Gastaldello, accomunati da una passione per un periodo musicale che abbraccia gli anni ’50, ’60 e ’70. Si parla perciò di garage punk, rock psichedelico e rock ’n’ roll anni 50. Alla formazione si aggiungono Isacco Maretto e Nicola Crivellari.

I Am You Are è il disco di esordio del 2001 a cui segue, l’anno successivo.lo psichedelico Funny Creatures Lane, per l’etichetta Sillyboy, molto apprezzato negli Usa e in Inghilterra. Da notare la partecipazione del chitarrista giapponese Makoto Kawabata degli Acid Mothers Temple. Terza tappa discografica, il live The Wrong Cage, poi ristampato da A Silent Place nel 2008.

Seguono Valende e A New Astronomy, entrambi Sub Pop e pubblicati nel 2005, con cui la band segna un altro piccolo primato: sono stati i primi artisti italiani a incidere con l’etichetta discografica americana.

Il 2007 è l’anno di The Midnight Room, ancora una volta Sub Pop, a cui segue Concentric (2010), con l’etichetta A Silent Place. Dopo nove anni di silenzio la band veneta torna a incidere con Jennifer Gentle, pubblicato dall’etichetta indipendente La Tempesta.

Uscire fuori dagli schemi è un aspetto che ha sempre caratterizzato i Jennifer Gentle e in particolare l’estro di Marco Fasolo, cuore e mente del progetto musicale. Come i grandi artisti non cavalca l’onda più popolare del momento, preferisce invece seguire la personale indole. Le fonti d’ispirazione sono rintracciabili tra Pink Floyd, Beatles, Syd Barrett, David Bowie, Cure, Depeche Mode, Queen e Flaming Lips tra gli altri.

Pezzo dopo pezzo si respira ampiamente la fresca brezza di un sempre vivo punk rock mixato a cenni di rock psichedelico. E in un attimo il pubblico si tuffa in un passato senza tempo attualizzato quel che basta.

Un primo piano di Marco Fasolo

È importante non dimenticare che la passione per la musica non ha regole e le strade sono infinite, e questo succede molto spesso nel nostro paese.

Anche al di là degli echi vintage che da sempre caratterizzano il percorso artistico dei Jennifer Gentle, non si può non provare un trasporto verso visioni oniriche e mondi inesplorati. Ascoltando la versione vintage dei pezzi si entra in un viaggio sonoro a 360 gradi, marcato dalla voce graffiante di Fasolo.

Dal recente e omonimo disco sono estrapolate sette tracce: My Inner Self, Beautiful Girl, What In The World, Do You Hear Me Now?, Where Are You? e You Know Why. Il settimo brano preso da questo ultimo lavoro è il singolo anticipatore, Guilty, che riassume le diciassette tracce dell’ultimo album l’intero album composto da ben 17 tracce. E lo declama proprio il testo: «That’s fucking groovy/Get into the song/So fucking groovy/Get into the song/Oh, we gotta move in the dark». 

Un momento del concerto dei Jennifer Gentle

Dalla precedente discografia la band ha proposto Take my Hand, tratto da The Midnight Room del 2007, I Do Dream You e Tiny Holes presi da Valende del 2005. Provengono invece da Funny Creatures Lane i due pezzi My Memories’ Book e Madhouse. Per chiudere la scaletta non si può omettere il pezzo, tratto dal primissimo pubblicazione I Am You Are, intitolato No Mind In My Mind.

Banale descrivere il live dei Jennifer Gentle la ciliegina sulla torta di un buon anno musicale per il locale di Rende.

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