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Sette artisti fantastici. Il Color Fest scuote i monti della Calabria

Cartellone ricchissimo per prima serata della kermesse musicale ai piedi del monte Reventino e le coste del Catanzarese. Ospiti d’onore, La Rappresentante di Lista e Tre Allegri Ragazzi Morti

Il Color Fest, che si svolge nel Parco di Platania nel cuore della provincia di Catanzaro, si conferma appuntamento musicale delle estati calabresi e non solo. L’edizione 2019, intitolata Sei bella davvero, è un invito alla scoperta non solo della creatività e della buona musica, ma anche dei luoghi del festival: tra il mare e i tramonti di Gizzeria e il Monte Reventino.

La prima serata inizia presto, alle 17,15, perché il programma prevede l’esibizione di ben sette artisti.

Apre le danze Clavdio, nome d’arte di Claudio Rossetti.

Clavdio in azione sul palco

Rossetti è un artista poliedrico, che spazia da ballate folk a toni new wave attraverso suoni elettronici. Le sue esperienze musicali iniziano presto: esordisce nel 2005 nel gruppo metal rock Blue Order Project. Nel 2013 collabora con Mushy, artista dark wave per la pubblicazione di Breathless. Nel 2012 intraprende la carriera da solista con il progetto Il Rondine e il disco di esordio Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno con la Fame Record. Lo scorso anno entra in Bomba Dischi, con il nome d’arte Clavdio e pubblica il singolo Cuore.Risale a quest’anno il disco Togliatti Boulevard. La struggente Cuore infiamma il pubblico. Tra gli altri brani spiccano Nacchere, Le tue gambee Ricordi. I testi sono conosciuti a memoria dal pubblico che li canta a squarciagola, quasi a voler gareggiare con l’artista, che si esibisce in un live tra il cantautorato e il pop elettronico. 

Si prosegue, intorno le 18.30, con I Hate My Village, band composta da Alberto Ferrari alla voce, Fabio Rondanini alla batteria e Adriano Viterbini alla chitarra. Assieme al loro produttore, Marco Fasolo la band cerca nuove sonorità e si muove verso nuove sperimentazioni con una base di musica africana, derivate in parte dalle collaborazioni con artisti come Bombino e Rokia Traoré. Il loro live è un gioco di ritmi in costante equilibrio tra improvvisazione e coerenza stilistica. Dalla più conosciuta Tony Hawk Of Gana passando per Tramp, Acquaragia, Presentiment e Fame tra gli altri brani. Un flusso di note da un pezzo all’altro in una corsa scatenata ma gestita con un pieno controllo. 

Gli I Hate My Village

La Rappresentante di Lista è il terzo gruppo della scaletta. Il progetto nasce nel 2011 dall’incontro tra la cantante Veronica Lucchesi e il polistrumentista Dario Mangiaracina. Il nome deriva dall’iscrizione di Veronica a rappresentante di lista per il referendum sull’energia nucleare. Ai due fondatori si sono uniti nel corso degli anni, Enrico Lupi, tastiera, sinth e tromba, Marta Cannuscio, batteria, voce e pianoforte, Erika Lucchesi, basso, sassofono, percussione e voce, ed infine Roberto Calabrese alla batteria. La loro produzione si basa su una ricerca continua e attenta, e sulla sperimentazione. I testi raccontano la quotidianità.

Il live è ben decorato dai movimenti di luce grazie alla scenografia ben studiata, che fa da cornice alla travolgente energia del gruppo.  Go Go Diva, il loro ultimo disco, descrive la carnalità del corpo e dei sentimenti e racconta l’amore coi suoi alti e bassi, tra gioia e malinconia. Tra i brani presi da questo album troviamo Questo corpo, Woow, Ti amo (nanana) e Maledetta tenerezza. Dai precedenti album, invece, fanno bella mostra Apriti cielo, Guardateci tutti, La rappresentante di lista e Invisibilmente.

Con venticinque anni di carriera e otto dischi all’attivo, i Tre Allegri Ragazzi Morti portano in tour l’ultimo lavoro uscito in questo anno, il Sindacato dei sogni, pubblicato per Tempesta Dischi.La formazione attuale è composta dal cantante chitarrista Davide Toffolo, dal batterista Luca Masseroni, e dal bassista Enrico Molteni. Le maschere a forma di teschio con cui si mostrano al pubblico sono state disegnate dallo stesso Toffolo e sono indossate anche dai fan. 

Tre Allegri Ragazzi Morti

La loro scaletta è ricca come il loro curriculum e vi fanno bella figura il classico Occhi bassi, Alle anime perse, Il principe in bicicletta, Persi nel telefono, La faccia della luna, Come un animale, Mio fratellino ha scoperto il rock’n’roll, Il mondo prima. Lo show è all’insegna dell’indie, dell’alternative e e del punk e travolge il pubblico. Nel mezzo del concerto Toffolo urla: «La vita è cattiva, non l’ho inventata io e il concerto è finito!».Più volte e il pubblico risponde con un sonoro vaffanculo!. Giusto per fare un esempio dei dialoghi tra frontman e platea.

Nessun artista in particolare è il significato dell’acronimo N.A.I.P., un progetto musicale lametino nato lo scorso anno da una serie di esperimenti fatti di volta in volta direttamente sul palcoscenico da Michelangelo. La ripetitività dei loop sfocia nella creazione di ben otto brani che nelle copertina dell’omonimo disco sono rappresentati da altrettante immagini. La Juve, i social media e il mondo dell’indie si incrociano con Gaber, Bauman e De André, in un indie pop mescolato al cantautorato italiano e contaminato dalla jungle. La produzione artistica è affidata a Carlo Scali e il missaggio ad Angelo Epifani. Oh Oh Oh, Tutta colpa della Juve, Bravi nel breve, Mercatino musicale, Attenti al loop, Un rapporto senza alcun senso e Ready To Die sono i brani con cui si presenta nel concerto, tutti tratti dal disco di esordio Nessun album in particolare

N,A.I.P.

Franco126, nome d’arte di Federico Bertollini, è un artista cresciuto a Trastevere a Roma. Il 126 deriva dal numero del collettivo musicale di cui fa parte, Lovegang, ed è anche il numero dei gradini della scalinata di Viale Glorioso sempre nella Capitale.

Franco126

Nel 2017 Bertollini inizia una collaborazione con Carl Brave in duo. Tra le loro produzioni per progetti esterni, il singolo Barceloneta con Coex e Borotalco con Noyz Narcos. Lo scorso ottobre come solista pubblica Frigobar e Ieri l’altro. All’inizio dell’anno esce Stanza singola con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti, anticipatore dell’uscita dell’omonimo disco di debutto. Fa lo stesso è il primo pezzo della scaletta. Seguono San Siro, Brioschi, Nuvole di drago, Stanza singola, Vabbè tutti tratti dall’album solista. Dalle collaborazioni con Brave, sono invece tratti Noccioline e Polaroid. Senza di me proviene dal lavoro con Geminaz feat. Venerus. La scenografia del palco ricorda una camera old style con tanto di carta da parati vintage sullo sfondo. Franco126 canta con gli occhiali da sole, non si capisce se per timidezza o per darsi un tono, il suo live set mescola cantautorato e pop con echi lontani del rap degli esordi.

A chiudere la prima giornata del Color Fest i Fast Animals And Slow Kids, band nata nel 2008 a Perugia da un’idea di quattro amici, Aimone Romizi, voce, chitarra e percussioni, Alessandro Guercini, chitarra, Jacopo Gigliotti, basso e Alessio Mingoli, batteria e seconda voce. Il loro nome deriva da una gag dei Griffin. All’inizio i quattro compongono brani in inglese. Poi, nel giro di un anno si convertono ai testi in italiano. La band arriva in Calabria per presentare il nuovo album Animali Notturni uscito a maggio per l’etichetta Warner Music Italy e prodotto da Matteo Cantaluppi.

Fast Animals And Slow Kids

«Entrate con noi su sta comunicazione, siamo uno stadio, stamo a fà un casino del Cristo, siete pronti raga?»,esordisce il frontman umbro, e si lancia su un gioco di ritmi alle percussioni. Il live è frenetico e coinvolgente ed è sempre lui, in un dialogo costante col pubblico, ad alzare i toni dell’esibizione. Nel mezzo del live, infatti, decide di scendere dal palco e di camminare tra gli spettatori. Arriva così alla zona del beverage dove gli offrono un amaro. Tra i pezzi eseguiti citiamo Radio Radio, Non potrei mai, Dritto al cuore, Animali Notturni, Novecento, A cosa ci serve, Annabelle e Forse non è la felicità.

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