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E la New Age nasce dai cristalli

Strumenti ancestrali e cultura iniziatica nelle note di Nadi Paola Matrone, una sciamana da Milano

Eterei, impalpabili eppure profondi. I suoni delle campane di cristallo di Nadi Paola Matrone, spezina di nascita ma meneghina di adozione, sono un’esperienza particolare che, in maniera impropria, può essere definita new age.

Danzatrice, sciamana, operatrice shiatsu, Paola Matrone è diventata Nadi (che significa presso a poco fiume) in seguito a un’iniziazione Osho.

Per lei, che cantava sin da piccola anche in occasioni pubbliche, la musica è un ritorno alle origini, con in più il peso di anni passati ad assorbire e praticare le dottrine sciamaniche.

Galeotto è stato l’incontro, avvenuto a febbraio 2016, con Walter Maioli, studioso del suono di fama mondiale, col quale è nato un sodalizio artistico-professionale da cui sono derivati dei concerti e un cd, Universal Crystal Sound, realizzato esclusivamente con le sonorità dei cristalli.

Al momento Nadi si dedica a un’intensa attività concertistica assieme al polistrumentista Arthuan Rebis. Le esibizioni, per chi vi ha assistito, sono coinvolgenti e suggestive: danze rituali improvvisate al suono di strumenti primordiali: arpe celtiche, le campane di cristallo e un uso particolare della voce. Il tutto rigorosamente a 432 hertz di frequenza

«Il suono è un elemento base della spiritualità». Parola di Nadi, che riecheggia un po’ gli insegnamenti iniziatici e non solo di più o meno tutte le tradizioni spirituali.

Partecipi anche tu a Solchi Sperimentali Italia. Qual è stata l’occasione?

Ho potuto partecipare a quest’iniziativa importante grazie al regista Francesco Paladino, che ha registrato il suono delle mie campane per un suo lavoro. Lui mi ha presentato ad Antonello Cresti ed eccomi. Contribuirò con una parte di una ripresa di una mia esibizione dal vivo commentata con i classici sottopancia. Trovo stimolante e importante quest’iniziativa di Cresti perché consente a circa 200 musicisti della scena underground di far conoscere il proprio messaggio musicale e, perché no?, di fare rete.

Veniamo alle campane di cristallo.

E non solo, visto che nei miei concerti uso anche le campane tibetane, i tamburi sciamanici, i bastoni della pioggia, più vari strumenti ancestrali. E, ovviamente, la mia voce. Ho iniziato a usarle circa cinque anni fa. Devo dire in netta continuità con la mia impostazione sciamanica.

Da quanto ti dedichi, invece, a queste discipline spirituali?

Da vent’anni. Ho molto praticato, incontrato parecchie persone dedite come me a questo tipo di spiritualità e, ovviamente, studiato parecchio.

Le esibizioni dal vivo, invece, in cosa consistono?

Sono improvvisate e ogni concerto è un’esperienza a se. Il mio messaggio, di apertura e benessere spirituale è spontaneo, diretto e semplice. Inoltre, proiettiamo sul palco le immagini dei cristalli.

Il pubblico come reagisce?

Devo dire bene. Ovviamente non parliamo di concerti rock con le relative scene di isteria. Ma gli spettatori si dimostrano molto interessati.

Il tuo messaggio, comunque, non si rivolge solo a una élite di ascoltatori.

Tutt’altro: cerco di raggiungere un pubblico più ampio possibile. In fondo, tutti cerchiamo il benessere e considero gratificante contribuire a questa ricerca con la mia arte.

(a cura di Saverio Paletta)

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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