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Chiara Ragnini

Il “Disordine” garbato di Chiara Ragnini

La cantautrice ligure torna con un nuovo EP acustico dall’impronta intimista, realizzato tra le colline imperiesi durante il lockdown.

In provincia di Imperia, a pochi chilometri dalla costa, c’è il borgo medioevale di Lingueglietta, un piccolo gioiello del Ponente ligure, che si erge con le sue case di pietra dai tetti rossi sul crinale di una collina ricoperta di boschi e ulivi.

Qui vive Chiara Ragnini, cantautrice attiva da anni nella scena musicale indipendente.

Un’immagine “country” di Chiara Ragnini

In questo angolo di mondo affacciato sul mare la musicista ligure ha trascorso i lunghi mesi del lockdown, che pur privandola della gioia del palco sono stati fecondi per nuove ispirazioni. Lo scorso ottobre è uscito infatti Disordine, un ep di quattro tracce che arriva a tre anni di distanza dall’ultimo album La Differenza.

Il disco è stato registrato nell’home studio della cantautrice fra gli ulivi delle colline imperiesi: una cornice ideale per un ep acustico intimista ed essenziale, che racconta i tanti volti dell’amore, coniugando amabilmente il pop e la canzone d’autore. Quattro brani costruiti su arrangiamenti minimali e sulla vocalità pulita e avvolgente di Chiara, che si accompagna alla chitarra e al piano elettrico.

Definito dalla cantautrice come un Elogio della lentezza, anti-valore per antonomasia nell’era dell’efficienza e della fruibilità immediata (anche della musica),

Disordine nasce dalla volontà di «andare controcorrente, facendo un passo indietro per riprendere fiato», come spiega la cantante.

Una necessità di cambiamento che si traduce non solo in una veste musicale più scarna ma anche, e soprattutto, in una presa di distanza dagli eccessi della contemporaneità. In un’epoca dominata dalla sovrabbondanza di stimoli, di suoni, di oggetti e dalla soddisfazione frenetica di bisogni fittizi, la cantautrice esalta la semplicità dei piccoli gesti e la calma imperscrutabile della natura. Alla spasmodica ricerca del controllo contrappone il caos come forza creativa.

La copertina di “Disordine”

Così le quattro tracce del disco sembrano dilatare agostinianamente il tempo per raccogliere attimi, pensieri, ricordi ed emozioni attinte da quel Disordine «interiore e fisico che la vita ci porta ad affrontare tutti i giorni», quel «caos positivo, dal quale si ritorna all’equilibrio», per citare le parole dell’artista. Mentre la natura, fil rouge sotterraneo delle canzoni, scandisce lentamente i tempi della vita.

L’ep si apre con Facciamo Finta (senza pensarci), brano intenso e delicato che evoca nel titolo una tipica espressione dei giochi d’infanzia. Perché in fondo anche l’amore è come un gioco che va vissuto con la spontaneità e la meraviglia di un bambino, immaginando sempre nuovi orizzonti e nuovi sentieri da scoprire: «Non sarà mica la strada più breve ad unirci / ma quella più brava a stupirci».

I sentimenti mostrano invece il loro volto più cupo in Paradiso, dove le note malinconiche del pianoforte anticipano, a dispetto del titolo, l’atmosfera struggente del brano. Da una crisi passeggera o, forse, dalla ferita ancora aperta di una relazione spezzata, emerge il conflitto irriducibile tra cuore e ragione.

Le inquietudini ritornano nella successiva Fra caos e paura, in cui l’accompagnamento disadorno di piano e chitarra lascia spazio alla melodia e al racconto e guida l’ascoltatore fra i ricordi di una storia ormai conclusa. Tra l’amarezza e i rimpianti emerge la tenerezza di un abbraccio, insieme a quel bisogno di vicinanza umana che irrompe nei momenti di maggiore solitudine.

Un’altra bella posa di Chiara Ragnini con la sua chitarra

La quarta e ultima traccia è La sera è ormai notte, il cui testo è il riadattamento di una poesia del giornalista e filosofo piemontese Fulvio Romano.

Le armonizzazioni vocali nell’incipit aprono la strada all’atmosfera romantica e sognante della canzone, dove si susseguono immagini bucoliche di battistiana memoria, fino a una sorta di identificazione della persona amata con la natura stessa:

«La sera è ormai notte / ed i tuoi occhi sono un cielo / e dell’autunno possiedono il colore / degli alberi bruciati / dei rami d’argilla / e di foglie di castagni umidi” e ancora  “Sulle nostre colline / mi parli di Ginsberg/ e i tuoi capelli di rame / ti nascondono le labbra / che sono bacche rosse / che voglio assaggiare». Questiversi sembrano portarci fisicamente tra quelle colline, fino ad avere la sensazione di cogliere gli odori del bosco.

Sulle suggestioni poetiche diLa sera è ormai nottesi chiude Disordine, un mini album da assaporare lentamente e da sfogliare come le pagine un vecchio album fotografico in una sera d’autunno, dimenticando i rumori del mondo. Questo, del resto, è l’invito della cantautrice:

«Vorrei che chiudeste gli occhi e ascoltaste con pazienza, lasciando per una volta lo smartphone sul comodino e facendo spazio alle lacrime, se necessario».

Per saperne di più:

Il sito web ufficiale di Chiara Ragnini

Da ascoltare (e da vedere):

Per un ascolto integrale dell’ep:

Link Spotify

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