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Cantautore giramondo, Morrone si racconta

L’artista cosentino, noto per i suoi tour in bicicletta, ha esordito con un ep e sta incidendo il primo album. Una riflessione su una carriera promettente, dalla collaborazione con Matteo Costanzo alla partnership con Leo Gassman

Francesco Morrone è reduce dal tour Cantautore su due ruote in cui ha girato l’Italia in bici per tutta l’estate 2019. Quest’esperimento di musica nomade è il secondo nella carriera dell’artista cosentino che, già nel 2018, era partito da Torino con solo una chitarra, un carrello, una cassa da strada, una tenda, una GoPro e, ovviamente, l’immancabile zaino. Con quest’attrezzatura minimale, il cantautore era riuscito a coprire trentanove tappe, da giugno a settembre.

Francesco Morrone

La scorsa estate, Morrone ha rilasciato la sua prima pubblicazione: l’ep Ripartendo adesso, anticipato dal primo singolo San Salvario

Cosa significa il titolo Ripartendo adesso? Cosa c’è prima di arrivare a questo punto di partenza?

Ho usato il gerundio per non utilizzare un imperativo, per non dare un punto fermo. Ho preferito pensare a qualcosa in movimento. L’ep racchiude un lavoro di tre anni e descrive il mio percorso artistico fino alla scorsa estate. 

Ti ispiri spesso ai suoni della natura. Quali tracce hanno lasciato nella tua musica quelli delle tante città in cui sei passato?

I prezzi contenuti nel disco evocano più un suono interiore. I prossimi brani che pubblicare saranno una combinazione perfetta tra suoni della natura e suoni delle città. Suoni catturati e pensati alla luce della tour della scorsa estate. Infatti, li ho campionati nei centri urbani e nei luoghi che ho visitato nel tour appena concluso.

Un calabrese che vive a Roma: non consideri nessun luogo come casa tua. Hai descritto la Calabria come un’amante che fa bene e male allo stesso tempo. E Roma cosa rappresenta invece? È la tua compagna?

Ho scritto un brano per la capitale, si intitola Roma incasinata. Per me, infatti, è sì una città eterna, ma anche una città dall’eterno eterna casino. Soprattutto negli ultimi tempi, dove tutto è diventato frenesia. La Calabria è il nido perfetto. È stata la ragazza perfetta ma anche l’amante perfetta. Ad oggi ho sposato Roma. Mi dispiace solo e non poter intrattenere un rapporto duraturo con la mia terra. 

Come cambia il tuo percorso artistico in rapporto al luogo in cui ti trovi a passare?

Mi definisco nomade della dell’arte perché ogni città mi ha regalato qualcosa: per il mio percorso artistico stato perciò importante vivere nuove realtà.

Francesco Morrone in concerto

L’unica certezza della vita e l’incertezza. Questa frase è contenuta in Quale parte del mondo, che hai scritto con la collaborazione di Leo Gassman, vincitore della scorsa edizione di Sanremo Giovani…

Non lo definirei un Carpe Diem, ma un invito a realizzare quello che si pensa senza titubare. De Andrè diceva: voglio arrivare alla fine della vita con tanti rimpianti a pochi rimossi. La collaborazione con Gassman è stata propiziata dal fatto che Matteo Costanzo, che è il mio produttore: ho avuto l’onore di aprire un suo concerto, in cui era ospite Leo Gassman. Ora facciamo parte di un collettivo dal nome I fiori del bene a Roma. E poi mi ha chiesto di partecipare alla mia canzone, per cui abbiamo registrato un videoclip sulla spiaggia di Fregene. Vari brani che abbiamo scritto assieme sono prossimi alla pubblicazione.

Il tuo non è solo un viaggio spazio-temporale. Per te il viaggio avviene anche dentro un libro, una persona o un’esperienza. Ma alcune volte il viaggio, oltre ad essere un piacere e un privilegio, è dettato dalle necessità. Come vivi questo binomio?

Obbligo e piacere in un viaggio per me rappresentano due binari, non si toccano ma viaggiano in parallelo. Molte volte si pensa che un viaggio possa dare solo piaceri ma non è così. O almeno non solo, perché le difficoltà ci sono sempre e ti rendi conto di avere molto spesso obblighi e ostacoli. Sei tu che ti devi porre delle regole a prescindere dal contesto in cui ti trovi. Obbligo e piacere coesistono, tu devi solo cercare di goderti il momento. Per non perdere tramonti, incontri e situazioni che non ti aspetti mai se rimani chiuso nella tua stanza. Allo stesso modo, esistono dei libri o delle storie che possono regalarti le stesse sensazioni, ma chiuso in una stanza.

Cosa ci sarà nel futuro delle incertezze?

Al momento sono in studio per registrare il mio primo album. Questo anno ci sarà un nuovo tour. Posso solo anticipare che per il prossimo a settembre uscirà un nuovo singolo.

(a cura di Fiorella Tarantino)

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