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Indie e cantautorato old school, Cardamone e Scarda in concerto

I due artisti di origine calabrese rimpatriano con un concerto al Mood di Rende. Atmosfere pop e sostanza colta, anche grazie agli omaggi a De André

Un pizzico di ironia è l’ingrediente capace di dare il giusto sapore ad un racconto. Poi quando il racconto ironico si amalgama con la musica genera una ricetta esplosiva. Due musicisti dalle radici calabresi uniscono questo binomio sul palco del Mood, nel concerto organizzato da Be Alternative

Il primo, Santino Cardamone, proviene da Petilia Policastro nel Crotonese e vive a Bologna.

Santino Cardamone sul palco

Alle spalle l’esperienza di Xfactor e due dischi, Terra, amore e libertà e Uomini ribelli, Cardamone descrive con un’ironia velata di una sottile rabbia la gente del Sud che lotta per trovare il proprio posto nel mondo. Un sentimento che ormai accomuna un po’ tutti e fa sì che in molti si possano specchiare nelle sue canzoni. 

Durante il live l’oriundo crotonese è accompagnato dagli amici e compagni di avventura Antonio Veltri, al basso, e Giovanni Ferrarelli, alla batteria. Tra i vari pezzi del suo live set spiccano Il meridionale, che decanta la Calabria tra pregi e difetti. La cantata del povero fesso parla di un musicante, che tra la cruda realtà e piccole illusioni, canta la musica di tradizione popolare.

Poi, a un tratto, Cardamone ci porta ad Amsterdam e viviamo con lui la sua storia raccontata in un linguaggio d’amore capace di colorare la città del nordeuropea.

Segue un tutto in certo cinema col brano dedicato all’ex pornostar Sasha Grey, in un testo ricco di allusioni velate ma non troppo.

Don Raffaé, infine,è l’omaggio a Fabrizio De Andrè reso in chiave un po’ folk e un po’ in stile ballata.

Domenico Scardamaglio, detto Scarda, nasce a Napoli, vive a Vibo Valentia per poi trasferirsi nella capitale. Inizia la sua carriera con la colonna sonora per il film Smetto quando voglio di Sydney Sibilla con cui riceve il premio al David di Donatello 2014 per la migliore canzone originale. Sempre con lo stesso brano vince il Premio Tenco per la migliore opera prima. Seguono due dischi, Piedi sul cruscotto del 2014 (Mk Records)e il più recente Tormentone con (Bianca Dischi)dello scorso anno.

Un momento del concerto di Scarda

Scarda è accompagnato sul palco del Mood da Francesco De Palma al basso, Nicola Russo alla tastiera e Emanuele Fragolini alla batteria.

L’apparenza di una musicalità spensierata cela le metafore sottili e stimolanti dei testi. La produzione di Scarda mescola gli elementi tipici del più puro indie pop con quelli del cantautorato italiano.

«I ricordi sono i coltelli, quelli che fanno più male, sono i più belli…» recita un verso del brano con cui l’artista romano d’adozione ma oriundo di tutto il Sud inizia la sua esibizione cosentina. È Bianca, traccia d’apertura del suo ultimo lavoro.

Il contrasto tra la voce graffiante e il sound della chitarra dà il giusto equilibrio a Sorriso. Anche qui il tema del ricordo è centrale, ma si insinuano delle considerazioni: «Penso che in fondo la vita e la morte/ siano due facce della stessa sorte/ ci abituiamo a vederle più spesso/ ma quando è ora soffriamo lo stesso»

Altri brani estrapolati dall’ultimo disco sono Palazzina Gialla, Giulia, Ventanni, Non Relazione e Tramonto.

Ancora Scarda sul palco

Canzone da suonare attorno ad un falò e dal profumo di fine estate è Tropea, che fa il verso alle hit estive.

Ben fatto e commovente l’altro omaggio a De André, suonato in duetto con Cardamone. La cover riguarda un pezzo della storia del cantautorato: Canzone dell’amore perduto.

La serata prosegue col dj set di Fabio Nirta, tra pezzi dell’indie italiano e tuffi nella  storia della musica con artisti del calibro dei Cure o di David Bowie

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