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Giornalismo su pentagramma, nasce l’Olifante

Il semestrale è uscito a giugno ed è stato presentato durante l’edizione 2019 del Mei. Niente copia-e-incolla, ma notizie approfondite e dossier curatissimi

Slow info, una definizione che calza a L’Olifante. Nell’era della sovrabbondanza delle informazioni e delle fake news può fare la differenza solo la qualità della conoscenza. Lo sanno bene i ragazzi di Taranto che hanno ideato questa rivista cartacea è affiancata al sito web che lavora sull’immediatezza delle notizie.

Un altro elemento importante di questa rivista è la sua corporeità. Oltre a dare tempo a chi scrive e al lettore di approfondire, riesce a fissare le idee. Una sorta di cristallizzazione del tempo proprio perché verba volant, scripta manent.

Un momento della presentazione de L’Olifante

La rivista viene presentata durante il Mei 2019. Partecipano Marco Gino Costante, Simone D’Andria e Giovanni Catania. La rivista semestrale ha aperto i battenti lo scorso giugno. Ha come tema L’Evoluzione e il diritto d’Autore e all’interno possiede tre sezioni.

La prima, Talking Threads (che riprende il nome dai Talking Heads), riguarda gli andamenti e le tendenze della musica in una prospettiva approfondita. Uno sguardo alle nuove professioni e al marketing musicale. Scrivere di ogni argomento per indirizzare i giovani musicisti ma anche ogni professionista, e non solo, interessato all’universo musicale da sempre in continua evoluzione.

La seconda sezione, dal titolo Evergreen Breath You Play (gioco di parole dal brano Every Breath You Take dei Police), contiene interviste e approfondimenti ai creativi.

Top 20, venti ascolti obbligati dalla redazione de L’Olifante, e Memoria da Elefante sono due sottocategorie incluse nella parte centrale della rivista.

Nella terza e ultima divisione, Technical Graffiti, si discute con tecnici e fonici. Dal mondo degli addetti ai lavori traiamo insegnamenti più approfonditi capaci di farci comprendere il dietro le quinte della produzione creativa.

Una rivista, come la definiscono loro stessi, proiettata verso il dialogo a 360 gradi. È una sfida alla creazione di un prodotto cartaceo duraturo. Nell’oceano delle riviste cartacee e online non è più il tempo della scelta a caso, ma occorre piuttosto mirare alla qualità dei contenuti e del contenitore. La creatività, infatti, non si traduce solo in musica e per questo motivo sfocia anche nell’innovazione delle illustrazioni.  

Non a caso l’impaginazione realizzata dallo Studio Edition dirige l’attenzione del lettore verso gli argomenti senza appesantirlo.

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