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Gli Afterhours e la Puglia intorno. Una serata trionfale al Cinzella Festival

I papà dell’indie italiano sono gli headliner della terza giornata della manifestazione di Taranto. Assieme a loro, i Sound’s Borderline e i Mother Nature. Chiude il dj set colto e sperimentale di Party Smith

Le Cave di Fantiano si riempiono di appassionati pronti ad assistere, il 19 agosto, alla terza giornata dell’edizione 2019 del Cinzella Festival

Sul Cinzella Stage aprono i concerti i Sound’s Borderline, un gruppo nato nel 2015 a Fasano in provincia di Bari come progetto stonesiano con influenze blues, hard rock e heavy metal. L’attuale formazione è composta da Angelo Argento, voce e chitarra solista, Matteo Furiò, alla batteria, Manuel Rolling, alle tastiere e Ylenia Ancona al basso. La combinazione delle loro influenze li porta a sperimentare nuove strade musicali. Il loro live set dai toni alti e accesi scuote il pubblico e ne monopolizza l’attenzione. Show Me, Shake Your Head e 20 Mins sono alcuni dei pezzi presentati nella prima esibizione della terza serata.

I Sound’s Borderline

Nel lontano 1993 a Taranto nasce un progetto musicale chiamato Mother Nature composto da Francesco Amati, batteria, Francesco Candelli, voce e basso, Wlady Rizzi, voce e chitarra e Luca Nappo, voce, chitarra e armonica. Sin dagli esordi il quartetto propone brani originali e pubblica tre demo in tre anni. A due anni fa risale il secondo disco, Double Deal, realizzato con la Andromeda Relix. La loro esibizione è carica di un rock scatenato, con la voce squillante in stile rock degli anni 60, con la chitarra vibrante negli assoli e una batteria martellante. My Friends’ Boogie, Gossip e Where’s My Direction tra i pezzi suonati sul palco pugliese.

I Mother Nature

Dopo aver superato i trent’anni di carriera, gli Afterhours arrivano sul palco del Cinzella Festival nella seconda e ultima data live del 2019, dopo quella al Sonic Park Festival di Bologna. La formazione attuale, che ha visto nel corso degli anni numerosi cambiamenti, vede come sempre al comando Manuel Agnelli, voce, chitarra e tastiera, Xabier Iriondo, chitarra, Roberto Dell’Era, basso, Rodrigo D’Erasmo, violino, Fabio Rondanini, batteria, e Stefano Pilia, chitarra. 

Il pubblico acclama gli Afterhours

«Ho avuto un sacco di soddisfazioni nella mia carriera. Io ho lottato tutta la vita per fare quello che sto facendo questa sera. Soprattutto in questo Paese è stato e continua ad essere, difficile. Però è importante lottare e continuare a concentrarsi al massimo sui risultati per diventare concreti. Cercare di avere un progetto e portarlo avanti, qualche volta ti prende troppo nell’anima, troppo nella tua testa, troppo nel tuo cuore. Lotti un sacco e alla fine finisci per dimenticarti che stavi lottando. Quando vi portano via i sogni è terribile, ma quando siete voi a portarvi via i sogni è ancora peggio». Così esordisce Manuel Agnelli: la sua passione per la musica è viscerale e riesce ad ispirare le passioni e i sogni che ogni persona coltiva nella vita. 

Questa passione si nota non solo in lui ma in tutti i musicisti presenti sul palco. Il live è delirio puro, rock esaltante e coinvolge il pubblico che affolla il teatro all’aperto delle Cave di Fantiano. Ma anche i testi non vanno per il sottile. «Abbiamo portato questo pezzo a Sanremo perché era un po’ la fotografia, per noi almeno, del Paese di dieci anni fa. E noi pensavamo che il Paese era una merda perché non avevamo visto quello che è invece adesso».Si tratta del brano Il Paese è reale che racconta il loro dissenso sociale e politico.

Si prosegue con tracce ormai storiche della musica rock alternative italiana, come ad esempio Bianca, Non è per sempre, Ballata per la mia piccola iena, La sottile linea bianca, Il sangue di Giuda, Ossigeno e Germi.

Ma uno sguardo va al presente e all’ultimo loro lavoro: «Ora un brano appartenente al nostro ultimo album, Folfiri o Folfox. Ed è finito inspiegabilmente al primo posto in classifica! Non è cosa da poco in questo Paese. Perché m’immagino la fila di persone che ci hanno fatto finire primi in classifica a strizzarsi le palle, dato che è un album così pesante. Però in verità è un album che parla di tante cose ma soprattutto dà energia. In quest’album ho scritto delle cose su di me sulle mie sensazioni, e su quelle che pensavo che provasse mio padre. Proprio lui è il protagonista di questo album. Questo pezzo parla proprio di lui».Si tratta di Ti cambia il sapore. Altri brani estrapolati dall’ultimo album sono Non voglio ritrovare il tuo nome, Il mio popolo si fa, Grande, Se fossi io il giudice e Né pani né pesci.

Gli Afterhours in azione sul Main Stage del Cinzella Festival

Seguono ben tre encore nelle quali il pubblico li acclama a gran voce. «Non diamo nulla per scontato, anche se ve lo aspettate, anche se ce lo aspettiamo. È bello sentirsi richiamare, sempre».Con queste parole Agnelli ringrazia il pubblico e si rituffa nella mischia. Nella prima uscita appare a torso nudo e canta La verità che ricordavo e La vedova bianca, si mette roteare il microfono come se fosse un lazo o una frusta. Nella seconda uscita tocca a Quello che non c’è, seguita dalla loro cover di You Know You’re Right dei Nirvana. «Chi non conosce Kurt Cobain? Ho visto una ragazza alzare le braccia, ma le ha abbassate subito, con la barba e la camicia azzurra. Perché mi è capitato di suonare al Primo maggio a Roma e la piazza, centinaia di milioni di persone, non conoscevano Kurt Cobain. I tempi sono cambiati tantissimo e quando arrivarono i Nirvana, l’Europa stava cambiando tantissimo come il mondo. Era caduto il muro di Berlino e in Italia c’era Mani pulite e le cose sembravano cambiare e infatti, purtroppo, le cose sono cambiate. La verità è che dopo un sogno lunghissimo, perché ci abbiamo creduto davvero per qualche anno, alla fine abbiamo capito che non sarebbe cambiato niente. E quando morì Kurt Cobain ci arrivò il segnale che non sarebbe cambiato proprio niente».Si chiude in bellezza con la terza uscita, in cui gli Afterhours donano al pubblico due perle come Ci sono molti modi e Voglio una pelle splendida.

Un grande concerto di due ore e mezza è passato in un battito di ciglia.

Il dj set di Party Smith

Infine il dj set diParty Smith, nome d’arte di Franz Lenti, dj dal 2001 e sostenitore della musica indipendente italiana attraverso l’organizzazione di eventi e festival. Le sue selezioni non sono di facile catalogazione: vanno dal groove all’elettronica, spaziano al pop e all’indie. Creano miscele e raffinati contrasti sonori.

Una serata importante, grazie alla presenza di un grande pezzo di storia della musica italiana alternativa come gli Afterhours, contornati degnamente dalle leve del rock made in Puglia.

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