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Elettronica e industrial, in una parola Adrenocromo

Prossimo alla pubblicazione l’ep dei marchigiani Artisti del Colore Sociale, sette brani d’avanguardia, tra rock e sperimentazione

Una strizzatina d’occhio, nel nome, a certe vecchie glorie del progressive italiano e un riferimento più diretto, nel suono (anche se forse non del tutto consapevole) al punk new wave tricolore primi anni ’80, su tutti i Cccp, gli Artisti del Colore Sociale sono un trio di Senigallia, dedito a una sperimentazione gradevole e suggestiva, in cui spaziano dall’alternative rock all’ambient, senza disdegnare qualche riferimento al rap.

Il risultato di questo insieme composito di suggestioni sonore e artistiche è l’ep Adrenocrono, prossimo alla pubblicazione ufficiale per l’etichetta Untouchable woman.

Sei brani che delineano (a dire il vero in maniera piuttosto lata) un concept, dai suoni duri, grazie alla chitarra aggressiva di Filippo Saverino, dagli arrangiamenti convincenti, curati dal chitarrista-tastierista Riccardo Sabbatini e dai testi rabbiosi, scritti, cantati e talvolta urlati dal vocalist Simone Mazziotti.

Adrenocromo, titolo che risulta dalla contrazione-fusione di adrenalina e cromo, inizia a palla con l’Intro strumentale, tosta ed evocativa, in cui sulla base martellante del sequencer si innestano i riff industrial della chitarra.

La title track proietta lo spettatore in un contesto straniato, in cui emergono qui e lì alcuni riferimenti ai Marlene Kuntz e ai Subsonica. La successiva Filter rievoca alcune cose del Ferretti più trasgressivo (e non a caso abbiamo già citato i Cccp), con un crescendo duro, di intensità sonora che sfiora il rumorismo, come industrial comanda.

Meno densa, In Laude si sviluppa tutta su una ritmica volutamente artificiale che esplode dalla metà in avanti del brano. Segue la minimale Formaldeide, in cui la chitarra infiocchetta con fraseggi vintage i versi di Mazziotti.  Sulle stesse coordinate, con in più qualche curioso sconfinamento nella dodecafonia, Plastica, che è impreziosita dal testo più bello dell’ep. Chiude le danze la strumentale Time Hole, in cui il ritmo ipnotico da rave si mescola a una straniante armonia psichedelica.

Nelle intenzioni della band, Adrenocromo dovrebbe essere il primo di una serie di ep a tema. Se le premesse sono queste, auguriamo agli Artisti del Colore Sociale, di proseguire così: con Adenocromo hanno già dimostrato che le Marche non sono solo una terra solare per turisti. E non è poco.

 Per saperne di più:

Il sito degli Artisti del Colore Sociale

Da ascoltare (e da vedere)

Il video di Plastica

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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