Most read

Se l’hard rock è una Metamorphosis…

3 (60%) 2 vote[s]

Atmosfere seventies, suoni potenti e passione femminile nell’ep d’esordio dei pavesi Chrysarmonia

Buona la prima, anche se è una prima parziale: anticipato a fine dicembre dal singolo I Know Who I Am, è uscito finalmente Metamorphosis (After Life Dimension, 2019), l’ep d’esordio dei pavesi Chrysarmonia, una hard rock band dalle marcate matrici seventies.

Nato nel 2017 come side project della cover band 5 a caso, di cui eredita quattro componenti (tutti meno la corista Francesca Paggiarin) e forte di un ottimo affiatamento, il gruppo esibisce una forte personalità musicale, sia nella rievocazioni delle grandi atmosfere settantiane sia nella reinterpretazione dei classici più derivativi (e il riferimento agli Alter Bridge, tra l’altro influenza dichiarata, è d’obbligo).

I Chrysarmonia al completo

Il quartetto è composto da Vania Guarini, cantante e autrice di tutti i brani, dal chitarrista Davide Paggiarin, dal bassista Simone Pampuri e dal batterista Fabio Chiappella.

La formula sonora è vincente, anche se forse è necessaria qualche messa a punto: buono il muro della chitarra, forte ma non invadente, ottimo il dinamismo della sezione ritmica, che dà grande vivacità ai pezzi.

Notevole la tecnica vocale della Guarini, che basa il proprio stile su un efficace controllo: sobria, enfatica quanto basta ma mai eccessiva, la cantante evita la doppia trappola, spesso inevitabile per le donne che si danno al rock duro, degli acuti facili e delle urla rauche.

La copertina di Metamorphosis

L’efficacia di questa ricetta si nota a partire dall’open track A Perfect Storm, che parte con un giro di basso minimale e martellante ed esplode in una tirata hard di grande impatto grazie a un ritmo sostenuto e pieno di cambi di tempo e stop and go.

Più cadenzata, Piece Of My Dreams è una semi ballad in crescendo interpretata alla grande dalla Guarini, che si produce in una performance carica di pathos e calore.

Aggressiva e ultramutevole, Victim, è un’altra lezione di hard per nostalgici di grande atmosfera, in cui qui e lì fanno capolino alcuni richiami allo stoner, stemperati dalla voce melodica e cristallina della frontgirl. Molto efficaci anche le incursioni psichedeliche di Paggiarin nella sua parte solista.

A Know Who I Am, il singolo apripista, spetta la palma di miglior pezzo dell’ep: è un’altra semiballad dai suoni duri ma dalle melodie sognanti, che esprime al massimo la poetica musicale dei Chrysarmonia.

Chiude una valida cover di Calm The Fire degli Alter Bridge, metallizzata ma non troppo e in cui la voce femminile crea un piacevole contrasto con il riffing piuttosto aspro del brano.

Un esordio parziale, ripetiamo, perché Metamorphosis è solo un ep. Tuttavia, i Chrysarmonia esibiscono una buona maturità musicale che fa ben sperare. Non resta che incoraggiarli a osare di più e a mettersi alla prova sulla lunga durata.

Per saperne di più:

La recensione del singolo I Know Who I Am

Da ascoltare (e da vedere):

281 Visite totali, 2 visite odierne

Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

Comments

Be the first to comment on this article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Go to TOP