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Nove volte Guerre Stellari: l’ascesa di Skywalker

Colpi di scena, grande spettacolo ed effetti stratosferici per la pellicola finale della saga di fantascienza più famosa di tutti i tempi. Ma è davvero finita?

Tracciare un finale per la terza trilogia della celebre saga fantascientifica non era facile. Il compito è toccato a J. J. Abrams che con Star Wars IX: l’ascesa di Skywalker cala il sipario sulla trilogia sequel che lui stesso ha aperto con Episodio VII: il risveglio della forza.

Il regista newyorchese riunisce in un calderone vari personaggi, del passato e del presente, come aveva fatto nell’altra pellicole. Ma in questo caso sembra tracciare una sintesi definitiva.

Daist Ridley in una sequenza di Star Wars 9

Dal presente protagonista è Rey (la brava Daisy Ridley) insieme a Ben SoloKylo Ren (l’ottimo Adam Driver). Il loro rapporto segnato da avvicinamenti, punzecchiamenti, combattimenti e sfide continue trova un finale inaspettato. Ma soprattutto, nel film si danno delle spiegazioni sulle origini della ragazza, e delle interpretazioni sul percorso del figlio di Han Solo e di Leia Skywalker. 

Rey prosegue determinata il percorso da Jedi, grazie al supporto di Leia, e la sua lotta al lato oscuro della Forza. E lo fa a dispetto di tutto.

Ben, a sua volta,potrebbe essere protagonista di qualche colpo di scena, proprio come già avvenuto nel precedente episodio nel momento in cui si mette contro il suo maestro, il leader supremo Snoke.

La locandina di Star Wars IX

Finn e Poe Dameron si confermano i compagni di viaggio perfetti per Rey: formano un trio formidabile, sebbene l’affiatamento del mitico terzetto
(Luke, Han e Leia) della trilogia originale resti un’altra cosa.

Infine non è da sottovalutare la presenza del tanto odiato Generale Hux (Domhnall Gleeson), il quale ha forse per la prima volta un ruolo decisivo.

Ma passiamo ai pilastri del passato della saga.

Come era già nell’ordine naturale della trilogia, si è strappato l’ultimo tassello del magico trio, col saluto della principessa Skywalker, che strappa un’emozione in più perché Carry Fisher, l’attrice che ha interpretato da sempre il suo ruolo, è effettivamente scomparsa alla fine del 2016.

Notevole l’apporto di C-3PO con la sua immancabile e involontaria ironia riesce a commuovere il pubblico e a farlo sorridere allo stesso tempo.

Chewbecca, altra colonna della saga, commuove a sua volta. Un po’ poco lo spazio dato a R2-D2:una scelta giustificata forse solo dal fatto che i 142 minuti del film restano insufficienti per sbrogliare del tutto la matassa. 

Le apparizioni di Han Solo e di Lando Calrissian, presenti anche nello spin-off dedicato al primo personaggio, aiutano a chiudere il cerchio.

E come non chiudere con il coro di Jedi presenti al fianco di Rey nella scena finale? Da Luke Skywalker a Yoda, passando per Obi Wan Kenobi, solo per citarne alcuni. La forza racchiude tutti i fantasmi degli Jedi passati, che si uniscono per il bene comune, per lottare insieme il lato chiaro della Forza.

Non dimentichiamo la presenza di un altro spirito determinante: quello di Darth Sidious. Il suo cadavere ancora non polverizzato, dà una parvenza di inquietudine, proprio il caso di definire, palpabile. Ma la sua presenza simbolizza la ricerca di un ritorno al passato del lato oscuro, il tentativo di riprendere ciò Darth Vader aveva interrotto per tornare ad essere il Jedi Anakin Skywalker.

L’abbraccio con la principessa Leia

Questo nono episodio chiude davvero la saga e chiarisce molti punti lasciati in sospeso.

Molte potrebbero essere le assonanze che avvicinano questo episodio conclusivo a Il ritorno dello Jedi, capitolo finale della prima trilogia.

Tra il ritmo incessante della trama, marcato dalle tradizionali musiche di John Williams, si dipana la pellicola di J. J. Abrams. Per stavolta può bastare. In attesa di qualche prossimo sequel o rip off, magari fra una quindicina o una ventina di anni, per appassionare un’altra generazione alla tanto amata Galassia Lontana Lontana.

Il trailer di Star Wars IX:

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