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Essere Amici, lo sguardo di un antropologo su un legame antico…

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Nel suo nuovo libro Franco La Cecla racconta la storia e l’evoluzione del concetto di amicizia nelle culture più disparate, dall’antichità all’era postmoderna

In libreria dal 29 gennaio l’ultima opera dell’antropologo Franco La Cecla: Essere amici, pubblicato da Einaudi nella speciale collana Vele. Il libro è scritto nell’inconfondibile stile lacecliano, pieno di rimandi multiformi, che vanno dalle pubblicazioni scientifiche e antropologiche alle citazioni poetiche, dai richiami cinematografici ai testi musicali.

La copertina di Essere Amici

Da Puskin a Evan Killick da Ingmar Bergman a Confucio, dal Vangelo ai canti dei pescatori delle tonnare siciliane fino ad arrivare ai canti erotici di lontane tribù: così si delinea il fenomeno universale dell’amicizia, di cui si trovano tracce nei testi più antichi che ci sono pervenuti e nelle lande più diverse del mondo. Come avverte l’autore nella premessa, però, cosa si intenda per amicizia è una variabile tutt’altro che universale, ma muta epoca per epoca, cultura per cultura.

Il libro si apre con ciò che aveva compreso Epicuro e cioè che l’amicizia è il piacere per eccellenza della vita. Si può sentire piacere nel vivere solo se si vive in essa l’amicizia, che è un com-partire lo stare al mondo. La vita nell’amicizia è adesso, lo sentiamo senza dovercelo dire. Vale la pena di vivere per questo, perché c’è l’amicizia. Essa libera la quotidianità dal suo carattere di compito e l’esistenza da qualunque sospetto di doversela meritare, poiché è invece qualcosa che accade. È la ricompensa dei viventi, che non bisogna aspettare anni o in un’altra vita. In questo senso, proprio oggi, per noi contemporanei è una delle più assurde e anacronistiche manifestazioni. L’amicizia ricorda a una società che ne ha completamente smarrito il senso, che non c’è un oltre, ma che esso è già qui, che c’è qualcosa che non corrisponde a nessuno scambio equo, è uno spazio della ingiusta gratuità, ingiusta perché questa non è offerta a tutti.

Il libro si sofferma sia sugli aspetti a-temporali dell’amicizia sia su quelli spaziali e, spiegandoci che essa ci amplia la mappa dei mondi percorribili, ci consente di sentirci a casa in territori lontani e inesplorati. La nostra geografia segue le oscillazioni dell’amicizia, le sue ampiezze e le sue contrazioni. «Quando avete amici tra i mari, il più remoto angolo della terra sembra vicino».

Franco La Cecla

Seppur riferendosi soprattutto alla strana costellazione che l’amicizia rappresenta oggi per noi occidentali, soprattutto europei, Franco La Cecla, con un approccio antropologico, ci conduce per mano attraverso il concetto di amicizia inteso dalle culture altre e lontane sia nello spazio che nel tempo. Ed ecco apparire nel racconto, in 124 pagine, altri sistemi, altre forme di amicizia: dal mondo dell’antica Grecia a quelli che vengono definiti surrogati di presenza che contraddistinguono i nostri tempi. Facebook e le varie piattaforme social vengono descritti in tutta la loro maledizione perché rinvianti alla nostra solitudine, privandoci del corpo degli amici. Dai valori confuciani dove è base su cui si può appoggiare la politica, al concetto sfuggente di «nemico amicalizzato» determinante per molti gruppi amazzonici, tanto da spingere gli antropologi a introdurre un nuovo concetto di amicizia, intesa come predazione, poiché un amico è anche una potenziale preda, qualcuno con cui si stabilisce un legame pericoloso che si vorrebbe di assoggettamento, ma che può anche mutarsi nel contrario. Concetto di predazione non lontano all’Italia accademica di fine anni ’90, come descrive l’autore nel capitolo dedicato all’inimicizia.

Se da un lato il libro sottolinea la libertà sottostante all’amicizia, la sua revocabilità e il fatto che in Occidente non si stipula né di fronte a un funzionario civile né dinanzi a un sacerdote, dall’altro non trascura alcune eccezioni presenti in diverse culture, come accade per il mondo russo ortodosso, portando il caso di Pavel Florenskij il quale contrasse un vero e proprio matrimonio mistico col suo migliore amico.

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