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Cucinare da Dio. Una food court in una chiesa della Londra bene

La particolare iniziativa del milanese Andrea Rasca, che ha tradotto in maniera a dir poco originale il rapporto tra cibo e religione. L’edificio, nel lussuosissimo quartiere Mayfair, va da sé, è sconsacrato…

Biodiversità, natura e artigianalità sono le parole chiavi di Mercato Metropolitano, iniziativa nata a Milano durante l’Expo nel 2015 e ora in forte espansione a Londra. Una realtà aziendale basata sulla circle economy.

Andrea Rasca

L’idea nasce dall’imprenditore milanese Andrea Rasca, economista cinquantenne, amante del cibo, fondatore e Ced (l’acronimo sta per Chief executive dreamer) di MM, che mira a tornare «alla ristorazione genuina di 70 anni fa». Economia circolare e ristorazione: un’idea che ha del visionario.

Trasferitosi a Londra, Rasca crea il primo Mercato Metropolitano british, nel quartiere Elephant and Castle. A questo ne è seguito un altro nell’esclusivo quartiere di Mayfair, una delle zone più modaiole della capitale inglese, dove abitò anche la regina Elisabetta II durante i suoi primi anni di vita.

L’ideale per tentare un’idea originale con buone possibilità di successo (e al quale la clientela qualificata di sicuro non manca, visto che Mayfair pullula di banche, sedi diplomatiche e di multinazionali…): un ristorante internazionale, rigorosamente world wide che ripropone gli alimenti della cucina tradizionale. Il tutto ruota su una trovata a dir poco particolare: la location è una splendida chiesa sconsacrata, con le vetrate colorate e le geometrie rigorose dello stile gotico anglicano, in cui sono state realizzate piccole botteghe di ogni parte del mondo che vendono le delizie culinarie del proprio Paese a prezzi contenuti: si va dalla pizza napoletana agli gnocchi al vapore, dalla birra allo champagne, dagli arancini ai cannoli.

Cibo e sacro il Mercato Metropolitano di Mayfair

Forse a tutt’oggi gli inglesi non sanno di cosa si cibassero i loro antenati (sebbene abbia dato qualche risposta valida Debby Banham, docente del Dipartimento di storia e filosofia delle scienze dell’Università di Cambridge nel libro Food and Drink in Anglo-Saxon England), ma di sicuro i più religiosi sanno cosa sia il cibo ecumenico, nella accezione di universale, entrando in una chiesa.

Nessuno stupore sul legame tra sacro e cibo, perché non c’è alcun contrasto tra la sfera religiosa e quella del piacere elementare che solo certe leccornie sanno procurarci, perché per chi crede il cibo è qualcosa di sacro. E non a caso il rituale della Chiesa anglicana recita: «O Lord, bless this food to our use, and ourselves in your service, and keep us mindful of the needs of others».

Un’immagine del Mercato Metropolitano

Questa semplice benedizione ci fa ricordare che il cibo ci viene dato da Dio per il nostro bene, ma anche per darci l’energia di servire lui e i poveri.

Ci invita a tener presenti, mentre noi condividiamo il pasto, i più bisognosi. Questa è l’idea di Rasca, efficace e visionario in maniera sana, poiché ha saputo declinare al meglio l’economia circolare con i valori di artigianalità, naturalezza, sostenibilità e comunitarismo.

Paese che vai usanze che trovi.

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