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Gli apocalittici del 5G tra ignoranza e fantasia

Le nuove tecnologie, già operative negli Usa e in altri Paesi occidentali, sono in realtà quasi innocue, se paragonate agli standard attuali. In compenso, i vantaggi che ne derivano sono potenzialmente immensi. Mito e realtà della nuova paranoia antitecnologica

Siamo già abituati a pranoterapeuti, chiromanti, esoteristi di quart’ordine e persino ai terrapiattisti. Ma c’è di peggio: i nuovi apocalittici, che cercano nel progresso le cause di improbabili catastrofi prossime venture. Per qualche anno ci siamo sorbiti le fake sulle scie chimiche.

Ora è il momento delle false informazioni sul 5G.

Di ciò ha probabilmente fornito un esempio il convegno svoltosi il 28 ottobre presso la Provincia di Cosenza, in cui si è parlato dei rischi connessi a questa nuova tecnologia,

Al riguardo, si può dire che non esiste nessun documento ufficiale che attesti come e quanto il 5G faccia male. Chi sostiene il contrario è, nella migliore delle ipotesi, un ignorante. La scienza ufficiale si è espressa attraverso l’Istituto Superiore della Sanità (Iss). Quest’ultimo, in un’audizione alla Camera ha chiarito che gli impianti 5G, per le loro caratteristiche, comportano meno pericoli per la salute rispetto alle attuali tecnologie.

Tra le numerose relazioni sull’argomento, vale la pena segnalare quelle dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), del Centro Radioelettrico Sperimentale G. Marconi (CReSM), ma anche della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, Icnirp (organismo non governativo e formalmente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) e, appunto, dell’Istituto superiore della Sanità.

Lo scorso anno alcuni gruppi di cittadini, hanno raccolto 11mila firme in una petizione consegnata al parlamento. Si tratta di: Alleanza Stop 5G, gruppo che ha l’adesione del magazine Terra Nuova: Oasi Sana; Associazione italiana elettrosensibili; Associazione elettrosmog Volturino; Istituto Ramazzini; Associazione obiettivo sensibile; Comitati Oltre; Mcs; No Wi-Fi Days.

Durante l’audizione, sono stati citati uno studio dell’Istituto Ramazzini (onlus) e un altro, simile, dell’americano National Toxicology Program da cui risulta un possibile aumento dei rischi di tumore per l’esposizione di ratti a onde elettromagnetiche su frequenze usate dal 2G e dal 3G. Nel secondo caso, i ratti sono stati esposti da quando erano feti al momento della morte naturale. Tuttavia, lo stesso istituto americano nota che i risultati non possono essere trasposti sugli esseri umani, dato le potenze assorbite dagli esemplari sono stati di circa un ordine di grandezza più alti rispetto all’uso di un cellulare.

La Terra come se la figurano i “terrapiattisti”

L’Icnirp, ha descritto come poco significativi i due studi, perché comunque non riguardano le frequenze 5G ma solo le possibili conseguenze dell’esposizione massiccia e prolungata a campi elettromagnetici (quindi anche del frigorifero o della televisione).

L’Istituto superiore della Sanità ha quindi ricordato quanto segue:

«Le attuali linee guida internazionali e ufficiali (vedi Iarc e Oms) non evidenziano nessun rischio per le antenne cellulari, perché le potenze utilizzate nella realtà sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle che hanno sollevato qualche timore negli studi sperimentali sui ratti».

Detto altrimenti, e per fare un esempio alla portata di tutti, l’esposizione abnorme a radiazioni elettromagnetiche può senz’altro modificare la struttura cellulare, come è accaduto ai ratti. Ma una cosa è l’organismo dei topi, un’altra quello umano, perciò il concetto di abnorme cambia. Anche bere cinquanta litri d’acqua di botto, alla fin fine, può far male.

Le linee guida internazionali, definiscono possibilmente cancerogeno, solo un grande utilizzo dei cellulari, che è cosa molto diversa rispetto alla presenza di antenne, perché la vicinanza della fonte al nostro cervello aumenta di tanto l’assorbimento delle onde.

Un ripetitore per cellulari

Nelle fantasiose relazioni sui presunti danni del 5G ci si dimentica che i telefoni Etacs degli anni 90, sviluppavano fino a 5W contro i 250 milliwat di quelli attuali … e dal 2022, si utilizzeranno le frequenze a 700 MHz, ovvero le stesse che utilizzavano le radio e le televisioni per il trasferimento dei segnali analogici ma con potenze centinaia di volte inferiori. Su queste frequenze, in vari decenni di utilizzo, non sono emersi rischi dimostrabili per la salute se non il campo radioelettrico intrinseco sviluppato dalla frequenza Erp. A questo punto gli apocalittici ci terrorizzeranno per la grandezza delle antenne che diventeranno più grandi per la grandezza della forma d’onda.

Ci si può chiedere poi se il 5G, usando nuove frequenze possa esporre a rischi diversi e maggiori per la salute. È appunto questo l’allarme lanciato da chi adesso, chiede lo stop della tecnologia già operativa negli Stati Uniti e in allestimento in tutta Europa. Le nuove frequenze sono più elevate rispetto a quelle usate ora dai cellulari e serviranno tra l’altro a creare celle molto piccole e numerose nelle nostre città.

Il segnale su frequenze elevate penetra e si diffonde meno bene, ecco perché le celle devono essere più piccole e capillari. Questo vuol dire anche, come nota l’Istituto superiore della Sanità, che le potenze utilizzate saranno più basse e le onde si fermeranno a al livello superficiale della pelle. Inoltre c’è da sapere che, a seconda della tecnologia, si producono campi elettromagnetici di potenza diversa. Quindi telefonare in 3G e 4G invece che in 2G riduce considerevolmente le radiazioni cui è esposta la testa. I telefoni cellulari 4G regolano la loro potenza in modo molto più efficiente rispetto ai dispositivi Gsm, perché utilizzano in media soltanto l’un per cento della potenza di trasmissione massima possibile.

La sede della Provincia di Cosenza

Chi cerca visibilità e sbandiera studi fantascientifici si dimentica di elencare gli enormi vantaggi che questa nuova tecnologia in un futuro, ancora lontano riuscirà ad offrirci; le automobili, ad esempio, sincronizzeranno la propria posizione con quelle vicine, pertanto agli incroci non avremo più paura di essere travolti e, con lo stesso principio, le auto non invaderanno la corsia di marcia inversa… Ne vogliamo parlare con i parenti delle vittime di incidenti stradali?

I chip sotto pelle per monitorare le funzioni vitali delle persone malate sono una realtà (telediagnostica), le stampanti tridimensionali capaci di stampare un cuore con cellule al posto dell’inchiostro, esistono già e vanno solo perfezionate … le biotecnologie permetteranno a breve di aiutare i malati di Alzheimer collocando memorie supplementari connesse ad elaboratori esterni.

Una cavia, vittima sacrificale delle tesi anti 5G

Rimane la consolazione dell’insipienza di questi convegni, considerando che ormai in tutt’Italia il cablaggio della fibra ottica è quasi completato. Sarà dunque possibile irradiare 5G senza ricevere necessariamente un segnale. L’unico vero problema, come ricordava qualche settimana fa Trump, è la protezione dei dati, ma questa è un’altra storia.

Resta una domanda: su cosa si appoggiano questi allarmi tanto urlati quanto inconsistenti?

Edoardo Maruca

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